Studiare con i bambini: 3 strategie che ti semplificano le giornate

Studiare con i bambini: 3 strategie che ti semplificano le giornate

Se hai sperato almeno una volta che le scuole riaprissero subito, senza dover aspettare fino a settembre – fra quattro mesi?! – fermati cinque minuti.

Oggi ti racconto tre strategie che funzionano per organizzare le giornate dei bambini e gestire il tempo – anche il tuo – senza impazzire con i compiti a casa.

La luce del mattino illumina il grande tavolo di legno, dalla finestra intravedo il cielo azzurro e le prime gemme sugli alberi. Mi siedo, dò un’occhiata al planning della giornata, apro il computer e imposto il timer per lavorare. Lui legge Geronimo Stilton e sa che fra un’ora cominciamo a fare i compiti.

Prima che tu me lo chieda: no, non va sempre così liscia. Lui ha sei anni e chiede costantemente la mia attenzione, vuole giocare, disegnare, cucinare, fare qualcosa e naturalmente sta a me sfornare idee e inventare lavoretti creativi.

Improvvisare pomeriggi stile Art Attack non è il mio forte, me la cavo quanto basta. In compenso ho tirato fuori altri superpoteri, un po’ perché mi piace insegnare – meno male che ho fatto quel master in psicodidattica all’università -, un po’ perché mi è sempre sembrato evidente, dai banchi di scuola alla scrivania dell’ufficio:

se ti organizzi bene guadagni tempo – e tempo libero! – e vivi più serena.

Perché un conto è incitare tuo figlio con l’ennesimo “vestiti”, “lavati”, “dai, facciamo i compiti”. Un altro è far sì che lui lo faccia senza che tu glielo ripeta dieci volte.

E ora veniamo a noi!

Oggi condivido con te le tre strategie che più delle altre mi hanno aiutata ad organizzare le giornate a casa con i miei figli e a gestire meglio i compiti durante la quarantena – ma mi tornerà utile senz’altro durante l’estate e il prossimo anno scolastico.

1. Fai il planning della giornata

Prendi un foglio di carta e scrivi insieme ai tuoi bambini cosa farete oggi – dai compiti ai giochi. La parola magica è insieme: si sentiranno più coinvolti per aver partecipato all’organizzazione della giornata, più motivati nel portare a termine le attività e non ti chiederanno continuamente “adesso cosa faccio?”.

Organizzare la giornata, per un bambino delle elementari, vuol dire imparare a:

– gestire il suo tempo fin da piccolo

– dare più valore alle cose che fa

– dosare le energie fra diversi tipi di attività (dai compiti scritti alle capriole in salotto)

– scendere a patti fra quello che deve fare e quello che vuole fare

– diventare autonomo

Mio figlio ha sei anni. Penso che se acquisisce questa competenza adesso, sarà naturale farlo quando sarà grande e studierà da solo, vivrà da solo, lavorerà e gli verranno chieste produttività, efficienza, autonomia, capacità organizzative e gestionali.

E poi: sarà più semplice anche per te riuscire ad avere il tempo che ti serve.

2. Crea un ambiente minimalista

Ci hai mai pensato? Rumori, oggetti e confusione influiscono anche sui bambini. Perché è vero che tendenzialmente giocano e sono rumorosi, ma la quiete serve anche ai bambini.

Quando è il momento di fare i compiti, l’obiettivo è mettere lì tutta l’attenzione possibile. Così aumenterà la concentrazione, studiare sarà più piacevole e ci vorrà meno tempo.

Metti sul tavolo solo quello che serve davvero e togli tutte le distrazioni (libri di altre materie, giocattoli, matite e pennarelli che non servono in quel momento, computer, il tuo smartphone, la merenda…).

Se ci sono altre persone a casa, chiedi di non entrare nella stanza dedicata allo studio per evitare interruzioni.

Scegli una musica strumentale di sottofondo adatta all’attività da svolgere – questo aiuta moltissimo, lo faccio ogni volta che arriva il momento dei compiti.

3. Buone abitudini: fai digital detox e leggi

Un giorno senza videogiochi (e possibilmente senza tv): io ho scelto il lunedì ed è diventato il giorno in cui lui legge di più – ha una passione per i libri di Geronimo Stilton.

Questo è un piccolo allenamento di resistenza, uno sforzo creativo per cercare attività alternative e un aiuto per fare i compiti con più concentrazione. Non è facile, ma è un’abitudine da coltivare. Quando mio figlio non è d’accordo, tengo duro e gli spiego che fa bene agli occhi e al cervello.

Leggere è un’altra buona abitudine da mettere in pratica tutti i giorni.

La scuola che frequenta mio figlio si ferma ogni giorno per quindici minuti in cui tutti i bambini leggono il proprio libro a scelta. A casa facciamo lo stesso ed è diventato un momento dolce da condividere, spesso la sera prima di dormire.

Applichi già queste strategie? Se ancora non lo fai, proverai a metterle in pratica?

Qui puoi scaricare l’infografica in Pdf “Scuola in quarantena” con queste e altre strategie da sperimentare. Qui invece trovi i suggerimenti della Società Italiana di Pediatria per organizzare le giornate dei bambini.



E tu, che ne pensi?