Per te: un libro e 34 donne straordinarie

Talento e dedizione, insieme, ti portano lontano. E allora che aspetti? Buttati, senza riserve. È il messaggio che ho colto, fra le righe, in questo appassionato libro di Serena Dandini.

Il catalogo delle donne valorose racconta le vite di trentaquattro donne attraverso i secoli che, in comune, hanno due cose: il coraggio e le rose.

Cosa? Sì, proprio così: il coraggio di esprimere se stesse, sfidare le convenzioni sociali, vivere con passione, attraversare difficoltà pesanti come macigni e lasciare in eredità, a noi oggi, le loro storie di ispirazione.

È per questo che siamo così curiose di conoscere le storie di vita degli altri: perché cerchiamo ispirazione. L’esempio ci guida, ci mostra la forza che anche noi possiamo avere.

Quasi dimenticavo: le rose. A ciascuna di queste donne è stata dedicata una rosa, che ne porta il nome. Amo le rose: hanno un cuore delicato, un portamento elegante e lasciano avvicinare chi sa evitare le spine.

Ho scelto cinque donne. Non ti racconterò tutta la storia di ognuna di loro – ti lascio la sorpresa di scoprirla, nel libro -, ma condivido con te cinque messaggi di grande ispirazione.

È il modo per augurarti, il giorno della festa della donna, di riconoscere la tua essenza e portarla nella tua vita quotidiana, con tutta la passione di cui sei capace.

Se ti dicono “non puoi farcela”, non crederci

Marie-Josèphe-Rose Tascher de la Pagerie: la conosciamo tutte come Giuseppina Bonaparte.

Divorziata dal primo marito e con due figli – nel Settecento non è certo una cosa all’ordine del giorno – decide ben presto che sarà lei l’artefice del suo destino.

E il destino farà in modo che Napoleone s’innamori di lei, fino a sposarla. Ma non è questa l’unica parte interessante.

Marie-Josèphe-Rose è appassionata di zoologia e botanica: arriverà a trasformare la sua residenza in uno zoo personale e diventerà un’esperta in materia, tanto da avviare collaborazioni scientifiche con il Jardin des Plantes di Parigi. Quando si dice “coltiva la tua passione”!

Risorgi dalle ceneri, come una fenice

Phoolan Devi nasce in India nel 1963, nella casta più bassa della società indiana: a undici anni viene data in moglie in cambio di una mucca.

La sua esistenza diventa subito un campo di battaglia: sopporta violenze e soprusi di ogni genere, che avrebbero distrutto chiunque, ma non lei. Phoolan si risolleva, ogni volta, sempre con più forza.

Arriva a guidare una banda che ruba ai ricchi per dare ai poveri, finisce in carcere e, analfabeta, viene eletta in Parlamento. La sua vita diventa un film di successo nelle sale cinematografiche – che lei, però, contesterà – e Phoolan passerà alla storia come la “Bandit Queen”: la regina dei banditi.

Quando ti dicono “sei troppo…”, tu rispondi: “Forse sei tu che sei troppo poco”

“Troppo istruita, troppo forte, troppo di successo, troppo testarda e troppo difficile da controllare”. Sono le parole che il marito di Wangari Muta Maathai usò per descrivere la moglie, durante la causa di divorzio.

Con il suo Green Belt Movement, Wangari ha aiutato migliaia di donne e ha piantato milioni di alberi in Kenya. E, nel 2004, è stata la prima donna africana a ricevere il premio Nobel per la Pace.

Reinventarsi è un cosa naturale (e meno male!)

“Voglio reinventarmi”. A volte ho l’impressione che sia una moda ormai, soprattutto intorno ai quarant’anni.

In verità credo si tratti di un processo naturale: siamo esseri umani in evoluzione continua, è impensabile restare immutati per tutta la vita.

Può essere una nostra decisione, oppure sono gli eventi della vita a obbligarci: comunque vada, l’arte di reinventarci ci appartiene da sempre.

Karen Blixen – sì, proprio lei, la scrittrice de La mia Africa – confessa: “Se non avessi perso la mia fattoria in Africa non sarei mai diventata una scrittrice; non sempre i disastri nella vita annunciano altre tempeste.”

Riconosci il tuo talento. E dagli voce.

“Non riesco a ricordarmi di un tempo della nostra vita in cui Virginia non abbia voluto fare la scrittrice e io la pittrice”. Sono le parole di Vanessa Bell, sorella di Virginia Woolf.

Così hanno vissuto, entrambe. Seguendo il fuoco che ardeva in loro e alimentandolo.

Prendiamo esempio: il talento è come un seme, va curato per farlo fiorire.

Dal mio cuore al tuo, tanti auguri amica speciale che stai leggendo queste righe. E un consiglio: tieni sul comodino Il catalogo delle donne valorose e, quando cerchi ispirazione, aprilo e leggi una storia.

E tu, che ne pensi?