2019: on the road verso la leggerezza

2019: on the road verso la leggerezza

Come sarà il tuo 2019? Il mio augurio è che sia un anno da esplorare. Un anno che ti porti a osservarti dentro e a guardare fuori. Che voli oltre i confini, nella tua testa e sulla carta geografica. Un anno di cose cercate, e di cose trovate. Soprattutto, un anno leggero.

Comincio questo gennaio 2019 con la sensazione che ci sia troppo.

Troppo di tante cose.

Troppo cibo in tavola per festeggiare, troppo vino per brindare.

Troppi regali sotto l’albero. 

Troppe mail ricevute – newsletter, offerte, richieste, save the date, reminder.

Troppe offerte imperdibili che devi assolutamente cogliere e hai tempo ancora fino a mezzanotte, poi la carrozza torna ad essere zucca e tu, Cenerentola, hai perso l’occasione della vita (fino alla prossima imperdibile offerta).

Troppi vestiti nell’armadio. 

Troppe opzioni fra cui scegliere e pochi mezzi per capire, davvero, cosa vuoi tu (ma puoi imparare, è più semplice di quel che sembra).

Troppe chat su WhastApp, troppe notifiche sui social, troppe cose dette tanto per dire.

Troppi “non ho tempo” e “vorrei, ma…”.

Troppi sensi di colpa.

Troppi libri nella wishlist su Amazon.

Troppe competenze che pensi di dover acquisire, prima di sentirti abbastanza brava.

Troppi rossetti accumulati lì, sulla mensolina del bagno. 

Troppa spazzatura che sembra moltiplicarsi e io non me ne capacito.

Troppe cose a cui pensare, mentre ne stiamo facendo già tre in contemporanea.

Ero sulla giostra, con mio figlio: “Mamma dopo andiamo lì, e lì, e lì?” diceva, indicando le altre giostre intorno. E io: “Godiamoci questa giostra, adesso. Che se no poi scendiamo e non ci siamo nemmeno accorti di averla fatta.”

Quando ti accorgi di vivere nel troppo, cominci a non sentirti più a tuo agio in tutta quest’abbondanza. Che poi non è abbondanza: è confusione.

Provi a fare spazio, allora, e per descrivere questo “fare spazio”, a seconda del campo d’azione e dell’estro, usi parole come downshifting, slow living, decluttering, digital detox, mindfulness, minimalismo. Non le conosci benissimo, ma hai letto qualche articolo su internet. 

Hanno significati diversi, queste parole: in comune hanno la voglia di andare verso l’essenziale, la semplicità, l’armonia.

E’ una moda? Per qualcuno forse sì. Io credo che sia un bisogno.

E’ il pensiero di una donna cresciuta avendo più o meno quello che voleva – ricca no, ma nemmeno squattrinata? Forse sì. Perché, diciamocelo, se avessimo sperimentato la mancanza di cose che consideriamo essenziali – e forse anche dovute -, non saremmo qui a concederci il lusso di pensare di ridurre. Ma non è semplicemente una questione materiale.

Comunque sia, forse sei arrivata a questo punto della strada, come me.

Non vuoi ritirarti su un eremo e nemmeno eliminare il 90% del tuo guardaroba. Ma hai bisogno di andare sempre più verso l’essenziale. Di vivere e condividere esperienze. E non ti basta più fare per il gusto di fare: hai voglia di fare le cose che per te contano, con chi ami. 

Dopotutto, il tempo non è infinito. A un certo punto te ne accorgi.

Il mio 2019 è cominciato senza stravolgimenti: questa strada verso l’essenziale era già iniziata. Semplicemente, prosegue.

Come? 

  • Tenendo ben presenti le cose importanti, alleggerendo lo spirito e il posto in cui vivo
  • Usando i miei talenti nelle attività quotidiane – a casa e al lavoro (quali sono i tuoi?)
  • Facendo le cose noiose brontolando – ma un po’ meno di prima – e trovando spazio per quelle che amo (quasi) ogni giorno
  • Sapendo che la vita è un sorprendente mix di ciò che fai e di ciò che ti capita – vero o no, io la vedo così

Che ne sarà di questo blog, La Nuova Me?

Mi piace immaginarlo come una terrazza vista mare, dove chiacchierare con le amiche e condividere ispirazioni: per vivere e lavorare meglio, per viaggiare più leggere – in senso letterale, quando partiamo per un viaggio – e in senso metaforico. Voglio condividere ciò che sperimento, leggo, studio, scopro.  

A proposito, sto leggendo “Vivere intenzionalmente”, il libro nato dal blog di Silvio Gulizia, e ho appena cominciato a frequentare Happiness at Work, il secondo corso che ho scelto sul tema della psicologia positiva. Ti racconterò di più strada facendo 🙂

E le storie di donne? Ci saranno ancora, ma ogni storia richiede ore di lavoro. Devo pianificare meglio quali storie raccontare e quando. 

A te, alla “nuova te”, auguro che questo 2019 cominci con lo sguardo verso l’orizzonte e una valigia ben equipaggiata per raggiungerlo!



E tu, che ne pensi?