Come cominciare bene la giornata: da “impossibile” a “fatto!”

Me l’avevano detto, le mie carte del 2018: quest’anno cambierai punto di vista. Lì per lì non ho dato troppa importanza alla cosa. Ormai so che, come succede sempre, arriva il giorno in cui una frase criptica assume improvvisamente un significato chiaro. Ed è proprio quello che è accaduto.

Nel post di oggi vi racconto un esercizio che funziona per cominciare bene la giornata, da fare appena sveglie. L’ho imparato al corso di coaching che ho frequentato settimana scorsa a Milano e sono così entusiasta che non posso fare a meno di condividerlo con voi.

Di coaching si sente parlare sempre di più, da qualche anno a questa parte. In parole semplici, è un metodo che serve a fare chiarezza e a raggiungere i nostri obiettivi: quelli ambiziosi e distanti nel tempo, ma anche quelli quotidiani.

Facciamo un salto indietro nel tempo, di una settimana. Dopo tre giornate intense di lezione, con un po’ di teoria e molta pratica, mi sento motivata e piena di energia. Seguo il consiglio di Grazia, life coach, e comincio ad allenarmi con le piccole cose.

Così, lunedì mattina apro gli occhi dicendomi: “Alle 8h00 sono in macchina con mio figlio, contenta e pronta per andare verso la scuola e il lavoro.” Ripeto queste parole mentalmente, mentre guardo l’immagine di me in auto, come se fosse la scena un film.

Questione di pochi secondi, poi guardo l’ora: “Le 7h00?!” e torno alla realtà. “Impossibile” penso, “è tardi e farò tardi come al solito, imprecando contro il tempo”. Ma una parte di me tiene bene a mente quell’immagine.

Seguono, nell’ordine:

  • latte a mio figlio e coccole di rito nel lettone
  • bagno e trucco (senza un velo di fondotinta, rossetto e mascara non esco di casa)
  • vestiti scelti al volo (wow!)
  • colazione light (con mela cotta, pinoli e fiocchi d’avena)
  • preparazione schiscetta, anche lei light (tofu e verdure, cotte la sera prima)
  • frase di incoraggiamento rivolta a mio figlio: “In tavola c’è una tazza arancione, bellissima e piena di cereali croccanti al cioccolato, che non vedono l’ora di essere mangiati da te!”
  • lui che fa colazione con me, in cinque minuti (miracolo)
  • seconda frase di incoraggiamento: “Facciamo che io vado a lavare i denti, e quando torno ti trovo vestito, tutto da solo, come un bambino grande!”
  • lui che si veste tutto da solo (miracolo!)
  • secondo passaggio in bagno per denti, rossetto e pipì
  • scarpe, giaccia, borsa
  • via!

Alle 7h50 siamo davanti alla porta di casa, pronti, e mi chiedo come occupare i dieci minuti successivi, perché siamo in anticipo.

Alle 8h00 siamo in macchina, con il motore già acceso, diretti verso la scuola. Vi giuro che, in tre anni da madre lavoratrice, non era mai successo.

Eppure ho fatto tutto quello che faccio ogni giorno, mi sono truccata bene, vestita in fretta ma bene, non ho rinunciato alla colazione e non ho mai urlato.
Non mi era mai successo di salire in macchina così di buonumore il lunedì mattina, senza aver detto nemmeno una volta “sbrigati che è tardi!”. E io, di questo, mi sento entusiasta.

Il coaching insegna questo: a lavorare per obiettivi, non per cose da fare (non in prima battuta, per lo meno). Le cose da fare sono il mezzo per arrivare lì dove vuoi.

Se il risultato che vuoi ottenere è chiaro, trovi il modo per arrivarci, e ciò che prima sembrava impossibile diventa realizzabile. 

Ho ripetuto l’esperimento per i tre giorni seguenti, l’ho fatto ancora questa settimana e ha funzionato ogni volta. Non è una bacchetta magica, però posso dirvi questo: il tempo necessario a fare le solite cose è diminuito, e il mio umore del mattino è migliorato. Cominciare la giornata sentendomi felice a prescindere, per me è una magia.  

Che ne dite, ci provate anche voi?

Nei prossimi post vi parlerò del piccolo segreto di questo esercizio e delle frasi di incoraggiamento che ho scelto di dire a mio figlio (anche qui sto facendo un esperimento…). A presto donne ottimiste!

E tu, che ne pensi?