Babbo Natale ovunque. E la magia, dov’è?

Sto per scrivere una cosa impopolare. La scrivo: ci sono troppi Babbo Natale, dappertutto. Per le strade, nei centri commerciali, nelle vetrine dei negozi, nei vivai (pure lì), nelle piazze, alle feste dell’asilo. Ci sono casette in ogni angolo di mondo, non più solo in Lapponia.

E sapete che c’è? Troppi babbi, uguale poca magia.
Ecco, l’ho detto.

E ora farò un mea culpa perché, nonostante questo, ho organizzato un weekend a casa di Babbo Natale con mio figlio. Sapete com’è, volevo vivere un’esperienza in famiglia un po’ magica e respirare a pieni polmoni l’atmosfera natalizia.

Quando, nella Rocca di Riva del Garda, l’ho visto in abito rosso e lunga barba bianca, circondato da bambini in attesa di scattare una foto, ho incalzato mio figlio: “Facciamo una fotografia anche noi?”
Risposta: “Ma mamma, noi l’abbiamo già fatta ieri”. Con un simpatico signore barbuto, seduto in vetrina da Original Marines (mica l’abbiamo cercato, ci siamo capitati davanti).

Quando io ero bambina, nei primi anni Ottanta, aspettavo il 25 dicembre con la magia negli occhi. Lui era una personaggio avvolto dal mistero. Se ne parlava, ma non si vedeva. E quando ti capitava di incontrarlo in giro per le strade – raramente -, mamma e papà si affrettavano a spiegare che no, non era quello vero. E quella me bambina è cresciuta con un’immaginazione galoppante: viaggiavo in slitta, fantasticavo su una grande casa circondata dalla neve e colma di giocattoli. Pensavo agli elfi indaffarati, ai camini accesi, a lui che in una notte riusciva a realizzare i desideri di milioni di bambini.

Era la magia del vedo non vedo, della favola raccontata. Era come leggere un libro e dare un volto ai personaggi, una forma ai luoghi con l’aiuto della fantasia.

Oggi vedo Babbo Natale ovunque ed è come stare davanti a un film: l’immagine è lì, a portata di mano. E tu ti limiti a guardare una versione della realtà già scritta e impacchettata. Il desiderio di incontrare questo nonno buono viene anticipato, il mistero svanisce.

E non posso fare a meno di chiedermi questo: i bambini hanno davvero bisogno di incontrarlo?

Però… Il weekend a casa di Babbo Natale a Riva del Garda è stato bello e se avete voglia di un po’ di atmosfera natalizia ve lo consiglio. C’è tempo fino al 30 dicembre e ci sia arriva anche in giornata da diverse città (Milano, Brescia, Vicenza, Padova…), non serve per forza dormire lì.
Mio figlio era entusiasta di scoprire una stanza dopo l’altra. E’ stato truccato dagli elfi, ha realizzato una decorazione per l’albero, si è divertito con i giochi di legno ed è montato sulla grande slitta, mentre i fiocchi di neve cominciavano ad imbiancare le strade.
Io sgomitavo fra i genitori (sì, c’era un sacco di gente) ma mi sentivo di nuovo bambina: piccola e spensierata.

Ora però ho un obiettivo: evitare di imbattermi in altri “babbi natali” da qui a fine anno – un’impresa!
Voglio leggere molte favole in compenso, seguire il calendario dell’avvento e giocare con la fantasia il più a lungo possibile.

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E tu, che ne pensi?