Ottimiste per scelta. Non per caso

Una volta volevo tatuarmi l’araba fenice. Perché vive, muore, rinasce. Si rinnova. Poi, siccome sono di quelle che “e se poi mi stufo?” non l’ho fatto. Invece ho aperto questo blog e l’ho chiamato La Nuova Me. Ho scelto un nome che mi somigliasse sempre: questo abbinamento che sa un po’ di novità e un po’ di me (te, noi, donne) calza a pennello.

Non so se capita anche a voi, ma io mi guardo allo specchio e un giorno no e uno sì voglio cambiare qualcosa – vero che capita anche a voi?
E non parlo solo del taglio di capelli, del rossetto, dei denti storti (eh già…). Parlo di qualcosa dentro.

“Vorrei essere più felice” mi sono detta una mattina, in metro.

E allora ho cominciato a immaginare le persone, quelle che incontravo, avvolte da una nuvola rosa. Una dopo l’altra, nuvole rosa per tutti e anche per me. Mi sono sentita scema e più felice.
L’ho raccontato a due colleghi e la mattina dopo l’hanno fatto anche loro, così ci siamo sentiti più scemi e più felici in tre.
Avevamo osservato le persone, avevamo impegnato la nostra mente e immaginato di regalare energia positiva e leggerezza: era questo il gioco.
Ma lì era quando abitavo a Parigi in una casa minuscola e mi sentivo tutti i giorni una nuova me, leggera e ottimista.
Lì era quando avevo detto “Ora o mai più” ed ero partita; come una magia erano sparite le emicranie e in due anni avevo avuto solo un raffreddore. Sarà che ero nei miei panni e ci stavo bene.

Una mattina, pochi mesi fa, guidavo in tangenziale, fuori tutto grigio (la strada, le macchine, il cielo; c’è un’inquietante tendenza al grigio nelle nostre città) e mi sono detta basta, voglio cominciare a essere felice “a prescindere”.
Voglio alzarmi al mattino e sorridere, a prescindere da tutto.
Voglio passare più tempo a gioire delle cose belle, meno tempo a lamentarmi di quelle brutte.

Non m’illudo che possiamo essere contente ventiquattr’ore su ventiquattro. Ma un po’ meno lagnose, questo sì.

Ci riesco sempre? No (e voi?).

Però ho cominciato a fare un esercizio che ho letto in un libro. Prima nella mia mente, poi ho preso una penna e un quaderno. All’inizio quando capitava, poi ogni mattina.
La prossima settimana ve lo racconto – perché è facile, davvero facile, e soprattutto funziona!

Questa è #Ottimiste: la nuova rubrica del blog 🙂

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