Non sono una principessa. Sono un’anima rock.

Vulnerabile è chi può essere ferito. Chi non ha abbastanza mezzi per difendersi.
Non è qualcosa di cui andare fieri. Non lo scriverei nell’elenco dei miei punti di forza e non mi guarderei allo specchio pensando: “Wow! Sono vulnerabile!”

Eppure.

Ne ha parlato Brené Brown, ricercatrice-narratrice americana, durante un TED Talk che ho ascoltato qualche tempo fa, grazie a una condivisione di Ma Che Davvero? (condividiamo ragazze! tutto ciò che è bello e può ispirarci!).

La vulnerabilità, udite udite, può essere una forza.

Ho scoperto di avere i mezzi per difendermi. E sto imparando a usarli.
Ho capito come bastare a me stessa. Come convivere con certe ferite. Come curarle. Ho trovato la mia voce, quella che non sentivo perché ero occupata a zittirla, caso mai non piacesse a qualcuno.”

I suoi capelli rossi sfidano l’azzurro e la quiete di questa giornata. Stanno lì, a ricordare a tutti – soprattutto a lei – che ci vuole il fuoco dentro per prendere in mano la vita. Non per compiere grandi scelte (non solo), ma per vivere ogni giorno e fare in modo che ne valga la pena.

Se aspetti un evento spettacolare per essere felice, probabilmente lo sarai molto poco. Perché le cose spettacolari accadono, ma non tutti i giorni, e non durano all’infinito. ‘E vissero per sempre felici e contenti’ succede alle principesse delle favole. La realtà somiglia più a un concerto: è esaltante, te lo godi, poi finisce. E tu devi essere brava a tornare alla tua quotidianità, suonando ancora quella musica dentro di te.”

La storia di Daniela è fatta di quotidianità semplice. Quella che, paradossalmente, è forse più difficile da accettare rispetto a un grande cambiamento.

Perché quello ti dà adrenalina, scatena i commenti su Facebook, ti fa sentire un attore su un palco. La vita quotidiana – andare al solito posto di lavoro, portare fuori il cane, whatsappare con le solite amiche, cenare con il solito marito – non è proprio densa di novità elettrizzanti.

“Sognavo una casa piena di amici e un matrimonio tradizionale, con l’abito bianco e tanti invitati. Li ho avuti, per un po’. Poi mi sono separata, dopo neanche due anni, e ho rimesso in discussione molte cose. Certi amici, quell’amore. Ma, soprattutto, sono tornata a vivere da sola e ho cominciato a suonare la mia canzone.”
È un’anima rock, lei. Dura in superficie, con la tenerezza nascosta dietro giacche di pelle nera, tatuaggi e una tinta rosso fuoco.

“La psicologa dice che il mio carattere è come un vulcano. S’infiamma e sbotta. Ma la nuova me sta facendo i conti anche con questo.”

Le ho chiesto di raccontarsi perché è una donna in trasformazione. I cambiamenti sono piccoli, quotidiani. Tutti orientati verso un nuovo modo di essere. Il suo.

Le ho chiesto anche quali sono le sue strategie di sopravvivenza per diventare una “nuova me”:

  • Provo cose nuove, fuori dalla mia zona di confort: sono andata a cavallo, ho fatto la turista (da sola) in una città che non conoscevo. Ho preso un cane (a me facevano paura).
  • Al lavoro ho chiesto di cambiare ruolo. Il coraggio di farmi avanti, prima, non l’avevo mai avuto.
  • Prima m’incazzavo. Adesso cambio punto di vista e provo a mettermi nei panni di chi mi sta davanti.
  • Ho capito che con le persone ci devi parlare. I silenzi allontanano. Soprattutto in mezzo a un matrimonio.
  • Mio marito non voleva e io non li tingevo. Adesso, finalmente, ho i capelli rosso fuoco.
  • Frequento le mie amiche mamme, anche se di bambini non ne ho (ma ne vorrei…). E non parliamo solo di pannolini!
  • Posso fare a meno dell’approvazione degli altri. Ok, ci sto lavorando. Ma prima nemmeno mi accorgevo di cercarla.
  • Sono più amica di me stessa: del mio carattere da scorpione e delle mie forme morbide.
  • Sono più consapevole: di essere vulnerabile, per esempio.
  • Mi sdraio su un prato e guardo il cielo. Vado in altalena, anche se ho trentacinque anni. Mi fa sentire leggera.

Le ho chiesto com’è, secondo lei, una “donna principessa”:

“E’ una donna che pensa di dover rispettare regole imposte (da qualcun’altro), e non può esprimersi liberamente. Prima mi sentivo così. Adesso ho cominciato a far cantare la mia anima rock.”

Daniela consiglia un libro da leggere. Serve a chi ha voglia di cambiare qualcosa (ma cosa?) e a chi vuole fare piccole rivoluzioni quotidiane: Per dieci minuti, di Chiara Gamberale (io l’ho letto, ve ne parlerò presto!).

Fammi sapere che ci sei!

Scrivi un tuo commento, condividi le tue strategie di sopravvivenza quotidiana (ne bastano tre, due, una…) e raccontami la tua “nuova me”!

2 Comments on “Non sono una principessa. Sono un’anima rock.”

  1. sembra facile ma non è così, ci vuole coraggio per ammettere la propria debolezza e farne un punto di forza e credo che sia estremamente difficile da raggiungere il benessere con te stessa. Coraggiosa e temeraria

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